venerdì 22 maggio 2009

23 maggio 1992 ore 17.58...

Quel giorno di diciassette anni fa, a quell'ora, stavo studiando.
Me lo ricordo bene, perché vedermi studiare era un evento più unico che raro. Ma c'erano le interrogazioni di fine anno e, come sempre, dovevo recuperare un paio di quattro di troppo.
A Palermo era già estate, faceva caldo e c'era scirocco. Anche se mia madre dice che no, che lo scirocco non c'era.
Tuttavia io quel pomeriggio me lo ricordo così, caldo come solo una giornata palermitana sa essere, afosa e asfissiante già alle otto di mattina, l'aria bollente nei polmoni e la sabbia negli occhi.
Mio padre era al lavoro, mia madre stava dando da mangiare ai gatti in giardino.
Su Radio Deejay andava una canzone di Bon Jovi, il dj di turno la interruppe per dare la notizia.
Mi catapultai al piano di sotto per accendere la tv, su Rai Uno c'erano già le immagini in diretta dall'autostrada.
Poi i ricordi si fanno confusi, forse versai qualche lacrima, o forse fu mia madre a piangere.
Non mi ricordo.
Però mi ricordo bene di aver creduto in quel momento che niente sarebbe più stato come prima.
Adesso, diciassette anni dopo, mi rendo conto che invece tutto è rimasto com'era.
I siciliani emigrano in massa.
Ciancimino è tornato sindaco come ai tempi del sacco di Palermo, solo che adesso è un po' più sorridente.
I mafiosi li mettono dentro solo quando diventano scomodi alla politica. E subito vengono rimpiazzati.
Cosa Nostra spa continua a decidere dove vanno i soldi e a chi.
Persone come Roberto Saviano vengono additate dall'Emilio Fede di turno come profittatori.
Terra "irredimibile", la Sicilia, la definì Sciascia.
Io allargherei questo aggettivo a tutto l'italico stivale.
E in tutto ciò, sono le 20.22 mentre scrivo e sui giornali, online o stampati, non ho ancora letto una parola sull'anniversario di domani.

4 commenti:

pispisa79 ha detto...

Anche io la penso come te.
E'tutto come prima e crescendo ti rendi conto che la mafia in un modo o in un altro è sempre dentro di te.
La vedi ovunque o con i veri personaggio o in uno sguardo, in un atteggiamento.
Palermo è alla deriva, boccheggia ma non c'è niente da fare, i siciliani non vogliono cambiare e noi continuiamo ad essere delle mosche bianche alle quali per strada ancora si dice...se non vuoi fare passare qualcuno che si è infilato in un senso unico dall'altra parte, " Avi a essere na sbirra"....

zioJack ha detto...

Purtroppo un certo tipo di mentalità non morirà mai, ma non è solo una nostra specialità.
Qui dove sono, nel profondo nord, non mancano gli attegiamenti prepotenti e mafiosi... basti vedere come abbia fatto strada e con quali metodi abbia raggiunto il potere il massimo rappresentante del suddetto profondo nord... e ho detto tutto. :(

bside ha detto...

restano nella memoria impresse a fuoco le ore, i momenti, i pensieri e l'angoscia di quei giorni, il giorno della strage, il giorno dei funerali, la sensazione che ricordo bene è stata quella di sentirmi piccola, troppo giovane per comprendere come si potesse fare una cosa del genere, troppo giovane per capire quali meccanismi, quali poteri fossero in lotta

zioJack ha detto...

Noi della nostra generazione eravamo ovviamente tutti troppo piccoli per capire veramente a pieno, eppure i ricordi sono rimasti dentro come un marchio a fuoco, e non credo di sentirmi poi tanto diverso rispetto ad allora... ;)