giovedì 17 giugno 2010

Ritorni...

Dunque finalmente ti hanno fatto un'elemosina di due giorni di ferie, vatti a fare il ponte lungo, ti hanno detto, sorridendo ma non troppo, mancava solo una carezza sulla testa, poi ti saresti sentito veramente un mendicante.
All'aeroporto ti aspetta tuo padre, esci con la solita valigia sulla spalla, ma lui non c'è. Cammini verso il bar: niente. Torni indietro. Trascorrono due minuti abbondanti prima che tu ti renda conto: gli sei passato davanti due volte e tu non hai visto lui, lui non ha visto te.
Ti fermi davanti a quell'uomo appoggiato al muro, magro, gli occhi piccoli nascosti dietro le palpebre semichiuse. Anche lui si accorge che sei lì, quasi si spaventa. Come è stato possibile che abbiate impiegato tutto questo tempo per riconoscervi?
Mentre lui ti saluta e ti abbraccia, metti a fuoco: tuo padre porta una vecchia giacca che indossavi a vent'anni, prima di andartene da casa. Tu hai una camicia sua che ti ha passato quando si è accorto che per lui era troppo grande. Lo stai guardando e vedi te stesso a fine corsa, riconosci in lui quel senso di inadeguatezza che ti ha lasciato in eredità facendoti dannare, quell'amarezza nel contorno degli occhi che vorresti cancellare dallo specchio ogni volta che risali dal lavandino, e invece rieccola lì. Lui guarda te e vede un se stesso che non ha mai compreso, l'apoteosi delle occasioni perdute e delle scelte fatte al contrario.
Dite le solite banalità sul tempo, sui medici, su mamma che è in macchina col cane che ci sta aspettando, e ti chiedi se sia la mamma, che vi sta aspettando, o il cane, o tutti e due. Poi lui ti sussurra, come se fosse la domanda definitiva, come stai? La tua risposta dovrebbe essere come Marty McFly quando viene catapultato nel 1955: nel posto sbagliato al momento sbagliato. Invece dici a posto, a posto. Non c'è niente, a posto, ma lui sta peggio di te. E gli devi almeno la riservatezza.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

*all that is not given is lost*
quando smetteremo di fare i conti con l'esistenza.
quando cazzo le buttiamo le bilance? quelle hanno i pesetti falsetti! ma è possibile che non te ne accorgi?
pensi che un grammo di amore ne valga due di orgoglio?
hai perso, compare.
hai perso. ma di brutto.
non è mai troppo tardi per recuperare qualcosa. tipo il dialogo con tuo padre.
e dirgli che siete due caproni ma vi volete bene.
se non lo farai, e sarà troppo tardi ad un tratto... non ti basterà tutta la vita per far pace con la tua ostinatissima lingua.

Memole.
Che ti vuole bene. E si sente una merda perché ti vorrebbe accarezzare.

zioJack ha detto...

Vedi Zia, quello è l'uomo che quando gli ho annunciato la fine di un matrimonio mai cominciato è venuto da me, ha pranzato in silenzio e poi se n'è tornato a casa. Il messaggio era arrivato.
Stavolta il viaggio l'ho fatto io, è stato solo il tempo di saldare qualche conto.
A volte devi sapere discernere tra ciò che è giusto e ciò di cui hai bisogno. E stavolta non ho rimpianti, né rimorsi, perché la cosa giusta è stata fatta.

Anonimo ha detto...

questo non l'ho capito bene.
giuro.
ma me lo spiegherai.
con le buone o con le cattive :)

zioJack ha detto...

non ti servono le cattive con me, lo sai bene. ;)

Anonimo ha detto...

ma io sono una strega cattiva.
tù scuiddasti?
rido :)

zioJack ha detto...

si la strega del sud. anzi, la strega del sud-est ahahahah :D

monachella ha detto...

mi è sembrato di leggere un post di mio fratello o di mia sorella o in fondo anche mio, che vedo gli anni che passano ed i miei fratelli arrivare a casa solo se sul calendario è rosso per due giorni di seguito.

zioJack ha detto...

eh, fra un po' ci leveranno anche i giorni rossi... :(