martedì 20 dicembre 2011

Quattro testimoni e un funerale...

E così c'è questo funerale al quale devi andare con i tuoi. Nella città in cui tu non puoi più vivere.
Tuo padre fa guidare te perché, ora che è vecchio e malato, ha paura delle sue incertezze. Non è propriamente uno psicologo e tu non sei esattamente uno che parla troppo di sé. Restate in silenzio, as usual. Poi lui parla del traffico, tu del clima, tua madre del cane e di nuovo silenzio. La cosa strana è che lui sembra quello a cui stia passando per la testa il pensiero: "E se questa fosse l'ultima volta che lo vedo?". Ogni volta vi somigliate un po' di più, ogni volta cercate di dimostrarlo un po' di meno, eppure vi scambiate vestiti che indossate con assurda inconsapevolezza.
All'ultimo semaforo lui dice: "Ho capito".
Ci fosse il verde non partiresti ugualmente. Bloccato lì. "Che hai capito?" - pensi - ma non dici una parola. Non capisci bene cosa, eppure devi ammettere la possibilità che abbia davvero capito. Dice ancora: "Non avrai figli, non lascerai niente a nessuno, non vuoi avere di più, non vuoi essere riconosciuto e neanche amato. A 'sto punto vendi tutto e goditela". Il cane abbaia. Tua madre dice al cane di smettere di abbaiare.
L'indomani, quando è ora di andare via, vi abbracciate e vi staccate senza una parola. Lui rientra in casa, tu sali in macchina e ti prepari a fare mille e seicento chilometri di solitudine. Adesso, finalmente, pensi: "E se fosse stata l'ultima volta?". Se anche lui come tuo nonno fosse uscito di scena lasciandoti solo un libretto di istruzioni per la vita che sembra una condanna?

4 commenti:

Fabrizia ha detto...

Dietro le istruzioni per la vita ci sono tanti ti voglio bene non pronunciati.
ne sono sicura.

zioJack ha detto...

probabilmente sono in svedese come le istruzioni dell'ikea. :))

Fabrizia ha detto...

e google Translate a cosa serve? :))
A volte comunque donare ci fa stare bene quanto ricevere.

zioJack ha detto...

a me ricevere mette in imbarazzo, molto più che dare.